La citazione dantesca
Dante cita il vento di Focara nel canto XXVIII dell'Inferno, nei versi in cui Pier da Medicina profetizza l'omicidio di due notabili di Fano, Guido del Cassero e Angiolello da Carignano, gettati in mare per ordine di Malatestino Malatesta in prossimità di Cattolica:
gittati saran fuor di lor vasello e mazzerati presso a la Cattolica per tradimento d'un tiranno fello. (...) poi farà sì, ch'al vento di Focara non sarà lor mestier voto né preco.
Il senso dei versi è ironicamente macabro: i due saranno uccisi prima di raggiungere il tratto di mare antistante Focara, e dunque non avranno bisogno di pregare il vento di non infierire sulla loro imbarcazione, come usavano fare i marinai che attraversavano quel tratto. La menzione del vento testimonia che Dante doveva conoscere la realtà del litorale: la commentaristica dantesca ha visto in questo passaggio una probabile conoscenza diretta del tratto di costa marchigiana, ipotesi sostenuta tra gli altri dallo studioso Natalucci e dal Bassermann.
L'altura di Focara, secondo i medesimi commentatori, ospitava una chiesetta dedicata a Sant'Andrea, ricca di doni votivi lasciati da marinai che cercavano di proteggersi dalle furie del vento. La pratica dei voti e delle preghiere ai naviganti è esplicita nei versi danteschi (voto né preco) e rinvia a una tradizione devozionale ancora attiva all'epoca del poeta.
Le attestazioni medievali
La fama del vento di Focara è precedente a Dante. Le prime attestazioni scritte risalgono al XII secolo e a testi sia letterari sia documentari di rilievo.
Boncompagno da Signa. Il retore toscano, professore di ars dictandi alle Università di Bologna e Padova, nel suo Liber de obsidione Ancone, composto tra il 1198 e il 1201, ricorda il vento ricorrendo a un esplicito riferimento al porto di Ancona: dopo che Attila aveva distrutto le mura del porto, soltanto il vento che il volgo chiamava focarese poteva danneggiare le navi, qualora non fossero state ben ancorate. Il passo originale, in latino, recita: solus ventus, qui vulgo dicitur 'focarese', naves quandoque dampnificat, nisi fuerint studiosius anchorate. La testimonianza di Boncompagno precede di un secolo quella di Dante e attesta che, all'altezza dell'ultimo decennio del XII secolo, il vento era ormai conosciuto con il nome volgare di focarese, denominazione popolare entrata nell'uso comune.
I portolani medievali. Il Compasso de navegare, il più antico portolano italiano conservato, tramandato da un manoscritto del 1296, cita Focara come riferimento toponomastico della costa. La citazione è coerente con l'uso che ne avrebbero fatto i portolani successivi: indicare il promontorio di Focara come punto di riferimento per i naviganti, con segnalazione delle condizioni di pericolosità connesse al vento.
In base a studi archeologici e documentari, nei portolani il nome di Focara era utilizzato per indicare anche un punto di approdo in corrispondenza della foce del piccolo Rio Vallugola, l'unico riparo possibile lungo un tratto di costa altrimenti alta e scoscesa. Il porto fu attivo fino al XVII secolo, prima del declino seguito alla canalizzazione del Foglia a Pesaro nel 1613-1614.
Caratteristiche meteorologiche del vento
Il vento di Focara non è un vento isolato, ma una specifica manifestazione locale di venti più generali che interessano l'alto e medio Adriatico. La sua intensità e la sua percezione di pericolosità derivano da una conformazione orografica specifica: l'incontro dei venti settentrionali e di terra con il rilievo del Monte San Bartolo, primo promontorio significativo della costa adriatica italiana risalendo da sud verso nord.
I venti che si manifestano sulla costa di Focara con le caratteristiche del focarese sono di norma:
Maestrale. Vento di nord-ovest, vento "buono" dell'Adriatico, di origine termica. Si attiva nelle ore centrali della giornata estiva, per effetto della differenza di temperatura tra mare e terraferma, e in genere si esaurisce al tramonto. Sul promontorio di Focara, la conformazione della costa lo accelera e gli conferisce caratteristiche di particolare violenza, soprattutto nei pomeriggi più caldi.
Tramontana. Vento di nord, freddo e secco, di intensità moderata o forte. Si manifesta con tempo sereno e annuncia in genere il miglioramento delle condizioni meteorologiche. Sul tratto di costa del San Bartolo è uno dei venti più frequenti e ricorrenti.
Garbino. Vento di terra che giunge sulla costa adriatica dopo aver scavalcato gli Appennini. Presenta i suoi massimi tra autunno e primavera e può causare forti burrasche e mareggiate. Soffiando da terra verso il mare, genera oscillazioni periodiche sulla superficie del mare, simili a onde di sessa, motivo di attenzione per chi è in navigazione.
Bora. Vento di nord-est, freddo e a raffiche, di origine balcanica. È il vento più temuto dai naviganti dell'Adriatico per la sua imprevedibilità. Sul promontorio di Focara, in coincidenza con eventi di bora intensa, le mareggiate da nord-est possono raggiungere altezze significative e battere direttamente la costa del San Bartolo.
Le violente tempeste documentate storicamente nell'area di Focara, oggi come in passato, sono spesso il risultato del passaggio delle cosiddette linee dei groppi, ovvero fronti freddi associati a cicloni non occlusi, lungo i quali si verificano violenti temporali, colpi di vento, turbolenze e brusche variazioni di temperatura. Si tratta del meccanismo meteorologico più rilevante per l'identificazione storica del vento di Focara come fenomeno locale di pericolosità.
L'impatto sulla navigazione
Il tratto di costa antistante Focara è stato considerato per secoli uno dei più pericolosi dell'Adriatico. Le condizioni che concorrono alla pericolosità sono molteplici:
- Costa alta e scoscesa, priva di ripari naturali significativi tra Pesaro e Cattolica, fatta eccezione per la baia di Vallugola.
- Profondità rapide in prossimità della costa, che limitano la possibilità di gettare l'ancora con sicurezza in caso di mareggiata improvvisa.
- Venti che si manifestano con scarso preavviso, in particolare il garbino e le bore localizzate, che possono passare dalla calma a forza burrasca in poche ore.
- Combinazione di onda da nord-est e corrente costiera, che amplifica gli effetti delle mareggiate sulla riva.
Per i marinai medievali e moderni, attraversare il tratto di Focara senza ancoraggio sicuro significava esporsi al rischio di naufragio. La pratica dei voti e delle preghiere, citata da Dante, era una forma di gestione del rischio in un'epoca priva di sistemi di previsione e di salvataggio in mare. La chiesetta votiva di Sant'Andrea sull'altura di Focara, attestata dai commentatori medievali della Commedia, costituiva uno dei luoghi di riferimento di questa devozione.
La devozione marinara
La presenza di chiese e santuari sul crinale del San Bartolo, in posizione dominante sulla costa, riflette il legame storico tra la navigazione e la devozione lungo questo tratto di litorale. Tra i luoghi più significativi:
- La chiesetta di Sant'Andrea sull'altura di Focara, citata dai commentatori medievali della Divina Commedia come luogo di doni votivi dei marinai. Della chiesa originaria restano oggi soltanto le rovine adiacenti al campanile.
- Il Santuario del Santissimo Crocifisso di Casteldimezzo, che custodisce il Crocifisso giunto secondo la tradizione dal mare a seguito di un naufragio, oggetto di devozione popolare estesa a tutta la marineria della costa.
- Il Santuario della Madonnina del Mare di Gabicce Monte, altro centro storico della devozione marinara dell'area.
La dedicazione di chiese ai santi protettori dei naviganti (Andrea, Cristoforo, Nicola) lungo il crinale del San Bartolo è una traccia tangibile dell'identità marinara dei borghi di altura, che fino al XVII secolo hanno avuto nel mare la loro principale ragione economica e culturale.
Il vento oggi
Il vento di Focara continua a manifestarsi nei modi descritti dalle fonti storiche, anche se la navigazione moderna, dotata di sistemi di previsione, di motori e di porti protetti, ne ha ridotto sensibilmente la pericolosità. Per la balneazione, le mareggiate del vento di Focara possono periodicamente influenzare la frequentazione delle spiagge del parco, con effetti di rimescolamento dei fondali e di trasporto di alghe sulla battigia.
Per il diporto nautico, il vento di Focara resta un elemento da considerare nella pianificazione delle uscite. Le indicazioni dei portolani moderni e dei servizi di previsione marittima (Marina Militare, Eumetsat, modelli GFS) consentono di prevedere con buona approssimazione le condizioni del vento sul tratto di costa, ma la conformazione del promontorio continua a generare accelerazioni locali che possono superare quelle previste a livello generale.
Per il cicloturismo sulla SP 44 Panoramica Adriatica, le giornate di garbino e di forte tramontana richiedono attenzione, soprattutto sui tratti di crinale esposti.