Vallugola e il Parco San Bartolo — Casteldimezzo
Dintorni del Parco San Bartolo

Casteldimezzo

Casteldimezzo è un borgo medievale a 200 metri di quota sul crinale del Monte San Bartolo, frazione del comune di Pesaro. Si trova in posizione intermedia tra Gabicce Monte e Fiorenzuola di Focara, da cui deriva il nome (*Castrum Medi*, "castello di mezzo").…

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Casteldimezzo è un borgo medievale a 200 metri di quota sul crinale del Monte San Bartolo, frazione del comune di Pesaro. Si trova in posizione intermedia tra Gabicce Monte e Fiorenzuola di Focara, da cui deriva il nome (Castrum Medi, "castello di mezzo"). Da Vallugola dista poco più di 1 km in linea d'aria e 2 km lungo la SP 44 Panoramica.

Il borgo è noto per due elementi: il Santuario del Santissimo Crocifisso, che custodisce il "Crocifisso venuto dal mare" al centro di una tradizione di miracoli documentata dal Cinquecento, e i belvedere panoramici sul crinale, tra i più ampi del parco.

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In sintesi

  • Comune: Pesaro (frazione)
  • Quota: 200 metri
  • Distanza da Vallugola: 2 km
  • Distanza da Pesaro: 11 km
  • Accesso al centro storico: pedonale, parcheggio all'ingresso
  • Visita: 1 ora per borgo e santuario, mezza giornata con discesa alla spiaggia
  • Spiaggia: sì, ma raggiungibile solo a piedi con 200 m di dislivello

Il Santuario del Santissimo Crocifisso

Il santuario è l'edificio principale del borgo, di origine romanica, documentato fin dall'XI secolo. Custodisce il Crocifisso ligneo del XV secolo noto come "Crocifisso venuto dal mare", al centro della devozione locale.

La leggenda del Crocifisso

La tradizione, descritta in una lapide del 1652 all'interno della chiesa, racconta che il crocifisso giunse a Casteldimezzo dopo un naufragio nei primi anni del Cinquecento. La cassa che lo conteneva arrivò sulla spiaggia tra Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara, e la disputa tra i due borghi su chi avesse il diritto di custodirlo fu affidata alla sorte divina: caricato su un carro trainato da buoi, il crocifisso fu lasciato libero e i buoi si diressero senza esitare verso Casteldimezzo, fermandosi davanti alla chiesa.

Il miracolo del 1517

L'episodio più noto della tradizione è del 6 maggio 1517. Durante l'assedio del borgo da parte delle truppe di Lorenzo de' Medici, gli abitanti, allo stremo delle forze, si rivolsero al Crocifisso ed ebbero come segno la comparsa di una fonte d'acqua all'interno delle mura, che permise loro di resistere fino al ritiro degli assedianti. Una lapide all'interno della chiesa ricorda l'episodio.

Altre opere nel santuario

  • Pala d'altare di Francesco Zaganelli da Cotignola (datata intorno al 1510), che raffigura la Madonna in trono con il Bambino tra i santi Apollinare e Cristoforo
  • Reliquie di Santa Vittoria, martire del III secolo, custodite dal 1871 in un sarcofago decorato

Nel 1782 papa Pio VI concesse l'indulgenza plenaria ai visitatori del santuario in qualsiasi giorno dell'anno. La festa del Crocifisso si svolge ogni anno il lunedì di Pasqua, con processione lungo le vie del borgo.

Cosa vedere nel borgo

Il torrione superstite. Dei numerosi torrioni che scandivano le mura medievali, ne resta oggi uno solo, ai margini del nucleo storico. Le mura sono state restaurate nel 2009.

Il centro storico. Mantiene la pavimentazione cinquecentesca in sampietrini squadrati a mano. Le strette vie si snodano intorno al santuario e alla piazzetta principale.

I belvedere panoramici. Dal sagrato del santuario e dai bordi delle mura la vista, nelle giornate limpide, abbraccia la linea di costa da Fano a Ravenna e, all'interno, fino al castello di Gradara, al Monte San Marino e al Monte Catria.

Il Picco del Diavolo. Sperone roccioso che emerge dal mare alla base della falesia, visibile dal belvedere. La tradizione popolare lo associa a una riunione di streghe nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio.

La spiaggia di Casteldimezzo

Sotto il borgo, raggiungibile solo a piedi con 200 metri di dislivello, c'è una piccola spiaggia ciottolosa, priva di servizi. È adatta a chi cerca isolamento e a chi pratica snorkeling sui fondali rocciosi.

Non è una scelta adatta a casual visit né a famiglie con bambini piccoli. Per dettagli su accesso e equipaggiamento, vedi la pagina dedicata: Spiaggia di Casteldimezzo.

Mangiare a Casteldimezzo

Il borgo ospita alcuni ristoranti panoramici con tavoli affacciati sul mare e sull'entroterra. Sono particolarmente apprezzati nelle ore del tramonto e per la cena estiva all'aperto. La cucina è in genere di tradizione marchigiana, con piatti di pesce e di entroterra collinare.

Come arrivare a Casteldimezzo da Vallugola

In auto. Strada di Vallugola in salita fino alla SP 44 Panoramica, poi Panoramica in direzione sud per circa 2 km, svincolo per Casteldimezzo. Parcheggio all'ingresso del borgo, centro storico pedonale. Tempo: 10-15 minuti.

A piedi. Dal porto di Vallugola, sentiero 151d in salita e sentiero 151 in direzione sud per circa 1,5 km. In alternativa, sentiero 156 che dalle Case Badioli scende a Casteldimezzo passando per Colombarone. Tempo: 60-90 minuti, dislivello 200 metri.

In bicicletta. Lungo la SP 44 Panoramica, chiusa al traffico la domenica mattina in alta stagione.

Cosa vedere nei dintorni

  • Vallugola a 2 km: porto, baia, spiaggia attrezzata
  • Fiorenzuola di Focara a 2 km: borgo dantesco, Museo Sorbini
  • Colombarone a 1 km: area archeologica della villa tardoromana
  • Gabicce Monte a 4 km: belvedere e ristoranti
  • Gradara a 8 km: rocca medievale visibile dal belvedere
Domande frequenti

Su casteldimezzo

Cosa significa "Casteldimezzo"?

Dal latino medievale Castrum Medi, "castello di mezzo", in riferimento alla posizione intermedia tra Gabicce a nord e Fiorenzuola di Focara a sud sul crinale del San Bartolo.

Cos'è il Crocifisso venuto dal mare?

Un crocifisso ligneo del XV secolo custodito nel Santuario del Santissimo Crocifisso. Secondo la tradizione, attestata da una lapide del 1652, giunse a Casteldimezzo dopo un naufragio nei primi anni del Cinquecento.

Si può visitare il Santuario?

Sì, con orari coerenti con le funzioni religiose. All'interno si vedono la pala d'altare di Francesco Zaganelli, il Crocifisso quattrocentesco nella cappella laterale e il sarcofago con le reliquie di Santa Vittoria.

Quando si festeggia il Crocifisso?

Ogni anno il lunedì di Pasqua, con processione lungo le vie del borgo.

Cos'è il Picco del Diavolo?

Uno sperone roccioso che emerge dal mare alla base della falesia, visibile dal belvedere. La tradizione popolare lo associa a una riunione di streghe nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio.

Da Casteldimezzo si vede il castello di Gradara?

Sì, nelle giornate limpide. Dal belvedere del borgo, il castello è visibile a circa 8 km all'interno.

Quanto tempo serve per visitare Casteldimezzo?

Per il solo borgo e santuario, 1 ora. Combinato con la discesa alla spiaggia, mezza giornata. Combinato con il pranzo nei ristoranti panoramici, mezza giornata.

La spiaggia di Casteldimezzo è raggiungibile facilmente?

No. L'accesso è solo a piedi con 200 m di dislivello su sentiero ripido. Non è una scelta adatta a visitatori non allenati né a famiglie con bambini piccoli.

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